© LimbaSarda 2004

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

06/06/2005 Parres lìbberos

"Cuba no est su menzus mundu possibbile"

de Antonello Carai

Cari compagni dell'ARCI
ma siete mai stati a Cuba? Questo paradiso del socialismo burocratico?
Avete visto che un litro di latte UHT, nelle tiendas di Stato, costa circa 1,8 CUC contro uno stipendio medio di 15 CUC. Maddai ma sarà colpa dell'embargo!!! O l'embargo é un alibi.......
Ma se un litro di latte uht nei discount italiani costa 50 cent, con il trasporto fin laggiù potra arrivare massimo a 1 euro perché accade questo??? No, anche qui é colpa degli americani?
Sapete che il vostro bel sito non può essere visto nelle case dei cubani ai quali é concesso di avere tuttalpiù la posta elettronica controllata dal regime.
Dai chiedete a Fidel di poter entrare nelle case dei cubani tanto non date fastidio e non fate tante domande e bevete tutte la panzane di regime.
Sapete che avere la parabola costa una multa di 1000 CUC ed il ritiro dell'apparato, con le conseguenze immaginabili ? 
Per non parlare di acquistare un cellulare, cosa impossibile per un cubano.
Sapete che in ogni isolato esiste un bell'ufficetto del Comitato per la difesa della Rivoluzione incaricato della pubblica delazione?
Sapete che a l'Avana esistono delle bellissime favelas "Socialiste" il Cerro o Pogoloti tanto per fare un esempio.
Avete mai fatto la fila con i cubani per ritirare una saponetta al mese con la "libreta" ? 
Avete visto i negozi dove si paga in pesos cubani ?
Provate a viverci voi con la razione alimentare statale.........
Vi piace il regime di apartheid economico che esiste là ? 
Smettiamola con l'indulgenza nei confronti di un regime dittatoriale e paternalista e lo dico da uomo di sinistra, perché ritengo che la democrazia sia la vera via per il socialismo.
Con franchezza
Antonello Carai 



articulu de s'Arci


Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

Libertà per i cinque
la lotta contro il terrorismo del GovernoUSA

Lotta al Blocco
interventi e votazioni alle Nazioni Unite 


Impediamo una nuova manovra contro Cuba 
testo dell'appello firmatari

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Cari amici,
da circa un paio di mesi è in atto sulla nostra stampa una manovra di disinformazione capillare e sistematica nei confronti di Cuba, anche su giornali un tempo insospettabili come Repubblica. 
L’articolo di Omero Ciai, per esempio, apparso di recente su un numero domenicale, partendo dal bambino Elian a suo tempo oggetto di una disputa internazionale, fornisce notizie assolutamente false sulla condizione dell’infanzia cubana. Sostiene che laggiù non esiste la patria potestà e che la famiglia è stata distrutta dalle leggi della Rivoluzione. Io da dieci anni vado regolarmente a Cuba e lavoro proprio con i bambini e le loro famiglie, e posso dirvi che tale affermazione è falsa. D’altronde qualsiasi turista può constatare, percorrendo le strade di città e paesi dell’isola, l’esistenza dei vincoli familiari e il legame tra figli e genitori. Molti di noi conoscono famiglie cubane in missione diplomatica all’estero che non hanno lasciato sull’isola i figli come ‘ostaggi’, ma li hanno portati con sé. Ogni Natale io stessa spedisco un grande pacco di libri all’ambasciata cubana a Roma, perché li distribuisca ai più di 40 figli di diplomatici che in quella città stanno imparando l’italiano. C’era stata, verso gli anni sessanta, una campagna di allarme fomentata dagli Stati Uniti. Si sosteneva che TUTTI i bambini cubani (diversi milioni)sarebbero stati portati nell’Unione Sovietica per essere educati lassù. Per ‘salvarli’, negli USA si organizzò la cosiddetta ‘Operazione Peter Pan’, che prevedeva il cambio del rapitore e della destinazione. I piccoli cubani sarebbero stati rapiti dai buoni americani e portati in Florida. Per fortuna l’assurdità dell’accusa apparve presto evidente anche ai cittadini statunitensi e la ‘Operazione Peter Pan’ si sgonfiò come una bolla di sapone. Come mai il periodista di Repubblica ritorna oggi sull’argomento?
Mentre negli USA e in molti altri paesi del mondo, compresa la Cina, con la quale stiamo stringendo sempre nuovi rapporti commerciali e diplomatici, si continua ad applicare la pena di morte, dei tre dirottatori fucilati circa due anni fa a Cuba si parla sulla nostra stampa come di ‘dissidenti’ che cercavano di scappare soli soletti. Eppure gli stessi giornali nei giorni immediatamente successivi al fatto, avevano pubblicato la notizia corretta. Si trattava non di intellettuali, ma dei capi, pregiudicati, di una banda di circa sedici persone che, armate, avevano dirottato un mezzo pubblico, un vaporetto pieno di passeggeri. Che sotto la minaccia delle armi li avevano sequestrati per 48 ore; che alla turista francese che aveva cercato di scappare tuffandosi in acqua avevano sparato addosso senza riuscire a centrarla; che dunque solo per caso e non per loro volontà non c’era stato spargimento di sangue. Se la pena di morte non è giustificata in nessun caso, non lo deve essere neppure negli Usa, in Cina o in Turchia. Ma questo nobile principio non può trasformare tre delinquenti comuni in tre martiri della libertà e della democrazia. 
Molte altre notizie ci vengono fornite manipolate e interpretate da giornalisti che nel migliore dei casi si sono fermati sull’isola solo poche ore, e che nel peggiore….. Sappiamo quanti dollari ha destinato l’amministrazione Bush alla campagna mediatica contro Cuba. Goccia a goccia l’immagine dell’isola viene demonizzata; tutto l suo territorio viene equiparato a una grande Guantanamo (unico punto in cui regnano gli USA), in modo che, quando Bush la aggredirà per ‘portarvi la democrazia’, il mondo civile non griderà più alla sopraffazione e allo scandalo. 
Noi che frequentiamo abitualmente l’isola, e viviamo a contatto con i suoi abitanti, sappiamo che, con tutti i suoi problemi vecchi e nuovi, Cuba continua ad essere un paese dove i cittadini vivono di gran lunga meglio che negli altri paesi in via di sviluppo. 

In questi giorni si apre la sessione della Commissione ONU per i Diritti Umani. Come negli anni passati, Gli USA fanno pressione sulle nazioni più povere perché chiedano la condanna di Cuba, completando l’operazione di demonizzazione che domani ne giustificherà l’aggressione armata. 
Cuba lancia un appello perché le persone civili si oppongano a questa manovra. Tra le firme troverete (ve le ho sottolineate) quelle di persone non sprovvedute e non faziose come per esempio i Premi Nobel Perez Esquivel o Nadine Gordimer, di artisti come Claudio Abbado, che visitano regolarmente l’isola non per vacanze, ma per lavorare a fianco e per i cubani.

Volete aggiungere la vostra firma e mandare ai vostri amici?

Grazie
Bianca Pitzorno



Impediamo una nuova manovra contro Cuba 

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Dal 14 marzo al 22 aprile 2005 si svolgerà a Ginevra la sessantunesima sessione della Commissione dei Diritti Umani dell'ONU, dove ancora una volta il governo degli Stati Uniti, esercitando pressioni sui paesi membri, cercherà di fare approvare una risoluzione contro Cuba.

Si tratta di una manovra specifica di manipolazione del tema per giustificare l'intensificarsi della politica del blocco economico e delle aggressioni che, in violazione del Diritto Internazionale, la più grande potenza del pianeta porta avanti contro un piccolo paese. La Commissione deve rappresentare tutti i popoli delle Nazione Unite e vegliare sul rispetto dei diritti di tutti gli uomini e di tutte le donne del mondo. Risulta comunque significativo che in seno alla Commissione, durante la sessione dello scorso anno, non sia stato possibile valutare e neanche dibattere, le atroci violazioni dei diritti umani commesse dagli Stati Uniti nelle prigioni di Abu Grahib e Guantánamo. 

Il governo degli Stati Uniti non ha l'autorità morale per erigersi a giudice dei diritti umani a Cuba, dove non c'è mai stato nemmeno un caso di desaparecido, di tortura o esecuzione extragiudiziale e dove, nonostante l’embargo, sono stati raggiunti indici di salute, istruzione e cultura internazionalmente riconosciuti.

Chiediamo ai governi dei paesi rappresentati nella Commissione di non permettere che la Commissione stessa sia utilizzata per legittimare la aggressività anticubana dell'amministrazione Bush, in un momento in cui l'attuale politica bellicista di Washington fa prevedere un aumento di tensione dalle conseguenze molto gravi. Chiediamo, inoltre, a giornalisti, scrittori, artisti, docenti, attivisti sociali di rivolgersi ai suddetti governi e di mobilitarsi attraverso tutte le vie possibili per impedire questa pericolosa manovra.

Hanno sottoscritto l’appello:
Adolfo Pérez Esquivel, Argentina; Nadine Gordimer, Sudáfrica; Oscar Niemeyer, Brasil; Augusto Roa Bastos, Paraguay; Harry Belafonte, EEUU; Mario Benedetti, Uruguay; Danny Glover, EEUU; Ernesto Cardenal, Nicaragua; Pablo González Casanova, México; Ignacio Ramonet, Francia; Alice Walker, EEUU; Danielle Miterrand, Francia; Walter Salles, Brasil; Jorge Enrique Adoum, Ecuador; Eduardo Galeano, Uruguay; Gianni Miná, Italia; Ettore Scola, Italia; Belén Gopegui, España; Adolfo Sánchez Vázquez, México; Tariq Alí, Pakistán; Ramsey Clark, EEUU; Luis Britto García, Venezuela; Leonardo Boff, Brasil; Howard Zinn, EEUU; Claudio Abbado, Italia; Volodia Teitelboim, Chile; David Viñas, Argentina; Juan Bañuelos, México; Julio Ortega, Perú; María Rojo, México; Atilio Borón, Argentina; Emir Sader, Brasil; Eric Toussaint, Bélgica; Saul Landau, EEUU; James Petras, EEUU; Thiago de Mello, Brasil; Frei Betto, Brasil; Alfonso Sastre, España; Fernando Pino Solanas, Argentina; Joaquín Sabina, España; Luis Eduardo Aute, Claude Couffon, Francia; España; Daniel Viglietti, Uruguay; Abelardo Castillo, Argentina; Sylvia Iparraguirre, Argentina; Luis Sepúlveda, Chile; Mempo Giardinelli, Argentina; Luciana Castellinna, Italia; Keith Ellis, Canadá; Heinz Dieterich, Alemania; Theotonio dos Santos, Brasil; James Cockcroft, EEUU; Pascual Serrano, España; Russell Banks, EEUU; Danny Rivera, Puerto Rico; Almudena Grandes, España; Luis García Montero, España; Fernando Morais, Brasil; Jorge Sanjinés, Bolivia; Victor Heredia, Argentina; James Early, EEUU; Francisco Fernández Buey, España; León Rozitchner, Argentina; José Luis Sampedro, España; Ramón Chao, España; Manu Chao, Francia/España; Itsván Mestzáros, Reino Unido; Georges Labica, Francia; Red Rodnnie, Italia; Piero Gleijeses, Italia; Setsuko Ono, Japón; Jorge Ruffinelli, Uruguay; Jaime Labastida, México; Ferreira Goulart, Brasil; Jean Marie Binoche, Francia; Santiago García, Colombia; Miguel Bonasso, Argentina; Fernando Birri, Argentina; Paolo Beni, Italia; Gustavo Becerra-Schmidt, Chile; Liliana Heker, Argentina; Ann Sparanese, EEUU; Roy Brown, Puerto Rico; Paulo Lins, Brasil; Tristán Bauer, Argentina; Tato Pavlovsky, Argentina; Alex Cox, Reino Unido; Bill Fletcher, EEUU; Eva Forest, España; Constantino Bértolo, España; Gilberto López y Rivas, México; Manlio Argueta, El Salvador; Anacristina Rossi, Costa Rica; Ana de Skalon, Argentina; Xavier Maqua, España; Alessandra Riccio, Italia; Marta Harnecker, Chile; Carlo Frabetti, Italia/España; Andrés Rivera, Argentina; Michel Collon, Bélgica; Vicente Battista, Argentina; Bélgica; Andrés Sorel, España; Alfonso Bauer; Guatemala; Margaret Randall, EEUU; Hernando Calvo Ospina, Colombia; Horacio A. López, Argentina; Giuliano Rossi, Italia; René Vázquez Díaz, Cuba/Suecia; Gloria Berrocal, España; Michael Lebowitz, Canadá; José Steinsleger, Argentina/México; Irene Amador, España; Daniele Lorenzi, Italia; Juan Madrid, España; Paul Estrade, Francia; Pedro Rivera, Panamá; Isaac Rosa, España; Manuel Fernández Cuesta, España; Adolfo Colombres, Argentina; Lola Canales, España; Remy Herrera, Francia; Marcos Roitman Rosenmann, España; Raúl Pérez Torres, Ecuador; Julio Rodríguez Puértolas, España; Chiqui Vicioso, Rep. Dominicana; Francisco Jarauta, España; Juano Villafañe, Argentina; Carlos Varea, España; Patricia Díaz Bialet, Argentina; Miguel Hermoso, España; Domenico Losurdo, Italia; Jaime A. Shelley, México; Alondra Badano, Panamá; Sandra Mirna Soto Rodríguez, México; Jorge Enrique Botero, Colombia; Santiago Alba Rico, España; Margarita Carrera Molina, Guatemala; Luz Méndez de la Vega, Guatemala; José Barnoya García, Guatemala; Arturo Fleitas, Uruguay; Donatella Mestzáros, Reino Unido; Fernando Butazzoni, Uruguay; Yannick Bovy, Bélgica; Higinio Polo, España; Aram Aharonian, Uruguay/Venezuela; Arturo Arias, Guatemala; Miguel Rubio, Perú; Carlos Fazio, México; Hildebrando Pérez Grande, Perú; Raffaella Bolini, Italia; Alberto Rodríguez Carucci, Venezuela; Víctor Ríos Vidal, España; Manuel Cabieses, Chile; Ana María Ramb, Argentina; Sara Rosemberg, Argentina; Fernando García, Chile; Lucía Ruíz, Ecuador; Iosu Perales Arretxe, País Vasco; Jorge Boccanera, Argentina; Alfonso Cervera, España; Xesús Alonso Montero, España; Alejandro Moreano, Ecuador; Eduardo Belgrano Rawson, Argentina; Marco Martos, Perú; Lolo Rico, España; Irene Vasco, Colombia; Ana Esther Ceceña, México; Iris M. Zavala, Puerto Rico; Salim Lamrani, Francia; Isidora Aguirre, Chile; Raúl Vallejo, Ecuador; Heloisa Buarque de Hollanda, Brasil; Víctor Delfín, Perú; Daniel Freidembarg, Argentina; Jorge Riechmann, España; Leopoldo Brizuela, Argentina; Carlos Eduardo Satizábal, Colombia; Néstor Kohan, Argentina; Federico Álvarez, México; Susana Cella, Argentina; Patricia Ariza, Colombia; Guillermo Saccomanno, Argentina; Jane Franklin, EEUU; Ricardo Capellano, Argentina; Rodrigo Quesada Monge, Costa Rica; Juan Carlos Martini, Argentina; Isaías Peña, Colombia; Graciela Araoz, Argentina; Ángeles Maestro, España; José Luis Mangieri, Argentina; Jean-Pierre Page, Francia; Eduardo Dalter, Argentina; Vito Giannotti, Italia; Joan Tafalla, España; Raúl García Lima, Argentina; Reinaldo Maia, Brasil; Francisco José Pérez Esteban, España; Luciano Alzaga, Argentina; Tabajara Ruas, Brasil; Raúl García Luna, Argentina; Ana Pizarro, Chile; Cristina Xalma, España; Juan Sasturain, Argentina; Gabriel Bellomo, Argentina; Arturo Taracena Arriola, Guatemala; Mario Marino, Argentina; Silvia Werthein, Argentina; Juan Carlos Volnovich, Argentina; Coriún Aharonián, Uruguay; José Antonio Rodriguez, República Dominicana; Nicola Buttiglieri, Italia; Francesco Maselli, Italia; e molti altri cittadini di tutto il mondo.
per adesioni ufficiostampa@arci.it

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